XREVO - SHARK TEAM: una lungimirante, visionaria follia. Quando un garage di Rieti si evolve in una fucina di innovazione.

Da una piccola città laziale, spesso trascurata dalle rotte del motorsport, è nato un progetto artigianale di rara qualità che, nel corso degli ultimi anni, è riuscito a imporsi con autorevolezza tra i protagonisti delle competizioni italiane di vertice nel mondo delle Pitbike e della Minigp: Ernani De Santis e Pierluigi David raccontano la storia di X-Revo, dai telai costruiti a mano fino alle ambizioni del 2027.

 

Ernani, come nasce il progetto X-Revo?

«Avete qualche giorno da dedicarci?», e già in questa battuta c’è tutto Ernani De Santis: un non ingegnere, e questo per lui è importante che sia chiaro, che non separa mai il racconto dalla passione che lo alimenta. Siamo nel 2011, a Borgo Velino. In un piccolo garage dove, con la sola forza di un’idea e di anni di esperienza accumulata lavorando su telai di vari produttori, Ernani comincia a progettare da zero. «Volevo fare qualcosa di mio», racconta. «Quando arrivò in Italia questa tipologia di moto cominciai subito a studiare, provare e sperimentare. Da subito mi affascinò quello che era la ciclistica del mezzo e in particolare il telaio» continua «Iniziai a chiedermi perché seguire determinate strade scartandone a priori delle altre, che a mio avviso potevano portare a risultati migliori».

Chi conosce Ernani sa già come va a finire: il genio non conosce mezze misure. Dopo mesi di riflessioni, disegni, calcoli fatti di notte, arriva la decisione: «La faccio io».

Nasce così la prima Pitbike XRevo 1.0, ancora oggi custodita gelosamente nel garage di origine. Tre mesi dopo la sua realizzazione arriva il primo forcellone, che ancora oggi distingue le moto di Borgo Velino, frutto di un’intuizione che Ernani non svela ancora ma che prima o poi dovrà raccontarci.  Nel 2012 la XRevo 1.0 viene completata e comincia la sua commercializzazione; ad oggi, di quell’esemplare, sul mercato ne esistono solo quindici.

Come è entrato in scena lo Sharkteam?

«Durante una gara nel 2014 ho conosciuto David Pierluigi (detto Piggy) di Sharkteam, all’epoca team rivale. Ci siamo sfidati, abbiamo discusso, ci siamo anche mandati a quel paese, ma poi abbiamo iniziato a confrontarci e capirci, e allora abbiamo deciso di coltivare insieme questo nuovo progetto. Non senza qualche aggiustamento di rotta siamo riusciti a rendere la moto commercialmente sostenibile, grazie a Piggy la XRevo è passata da essere un prodotto artigianale al 100%, di cui ogni esemplare era unico e irriproducibile a un produttore funzionante, dove al primo posto restava la qualità del prodotto, ma si poteva lavorare con pezzi facilmente reperibili nel mercato».
Questo aggiustamento di rotta comincia da subito a dare i propri frutti e nel 2018, la XRevo 2.0 centra l’obiettivo: ottobre 2021, vittoria alla selettiva Centro e alla Finale Nazionale con Nicholas Placidi.

 

Voi nascete Pitbike ma avete deciso di ampliare la gamma anche alle MiniGP. Come mai?

Risponde Ernani con la precisione di chi conosce ogni bullone della propria moto: «L’esigenza è nata dalla voglia di completare la nostra gamma, assecondando la richiesta dei campionati e dei giovani piloti». Una scelta non banale: «passare alle MiniGP ha significato rivolgersi ad altri produttori per carene e marmitte, affrontare costi di sviluppo più elevati, e soprattutto ricominciare da capo il lungo lavoro di test e affinamento.
Anche in questo caso, come per le Pitbike, non abbiamo voluto creare solo una moto, ma abbia cercato di inseguire un obiettivo, di creare qualcosa che potesse competere ai massimi livelli della categoria».

Come si passa da un prototipo a una moto pronta per la pista?

«A testare la moto sono sempre io, in prima persona. Per scaramanzia, certo, ma soprattutto per sicurezza.
Poi arrivano i feedback dei piloti, i dati, le iterazioni. La difficoltà maggiore? Adattare la moto al pilota: la seduta in sella, l’altezza giusta dei manubri. Sono dettagli che fanno la differenza in una moto che vince.
Il risultato di questi anni di ricerca è la BullBike, che già nel 2025 abbiamo visto girare in più di qualche gara, anche se camuffata da “normale MiniGp”. Da quel prototipo alla versione definitiva è stata aggiunta solo una cura maniacale dei particolari, carburatore, frizione più accessibile, posizionamento della marmitta, il piedino per la rimozione rapida delle gomme; le parti sostanziali, tuttavia, ci avevano già convinto alla prima uscita in pista.
Dietro questa moto c’è una storia di perseveranza e resilienza: non concetti astratti, ma la sostanza concreta di anni passati a saldare, ridisegnare, osservare e ricostruire. Seguo ancora oggi ogni fase del percorso, dalla progettazione alla realizzazione, con le stesse mani e la stessa determinazione di sempre. È questo approccio artigianale, portato avanti con costanza nel tempo, ad aver reso le XRevo protagoniste nei campionati di massimo livello come il CNV».

X-Revo abbraccia più fasce d’età, dalle Pitbike fino ai piloti più esperti. Come gestite questa varietà?

«Il 12 Pollici è oggi il campionato di riferimento per le Pitbike e noi, avendo le Pitbike nel DNA, abbiamo una presenza fissa grazie a Roberto Bresciani con il team Factory Braam. Ma l’obiettivo per la stagione 2027 è ampliare sensibilmente la nostra presenza nel campionato». 

E per quanto riguarda il mondo CNV?

«Nel CNV abbiamo deciso di partecipare in prima persona, con il nostro Team Factory.
Nella 190 c’è Cardinali che porta in pista la nuova BullBike, aiutandoci  a portare avanti uno sviluppo di pista. I dati raccolti da Cardinali, letti in comparazione con quelli raccolti l’anno scorso, ci permettono di sviluppare la moto in base alle vere esigenze dei piloti che 

corrono e questo ci permette di  comprendere qual è il vero obiettivo che l’evoluzione deve avere.

Nella 160 Jr abbiamo invece deciso di schierare Mattia Rughetti, un pilota che per la prima volta si trova ad utilizzare una 160 da 12 pollici. Con lui abbiamo preferito continuare ad utilizzare la versione precedente della MiniGp, in quanto già collaudata, e così facendo Mattia può concentrarsi solo sul dover imparare le piste e sviluppare la propria tecnica di guida, senza dover preoccuparsi di quelle che sono le attività di sviluppo.
Per quanto riguarda l’ambito Pitbike siamo riusciti a mettere sopra la nostra moto un pilota che pur essendo al suo secondo anno di Pitbike sta già dimostrando grande talento. Siamo molto contenti del lavoro fatto da Lorenzo Delle Site che a Franciacorta è riuscito a vincere la sua prima gara nella classe Pitbike e che in campionato è a soli 5 punti dalla testa. Sappiamo che la categoria è tutt’altro che adatta a un pilota con così poca esperienza, ma il binomio XRevo Delle Site sta funzionando davvero bene, e siamo sicuri di poterci giocare il titolo fino all’ultima gara».

Questo è l’intervista fatta a Ernani De Santis e Pierluigi David durante il secondo round del CNV 2026 disputatosi al circuito di Franciacorta. Noi vi diamo appuntamento per il terzo Round di campionato sabato 20 e domenica 21 giugno all’Ala Karting dove vedremo come si evolverà il campionato 2026!

Non fermateci!